Archivio 2013/2014

Il 26 ottobre 2013 Spazi dell'anima ha compiuto i suoi primi sette anni di lavoro. In questo periodo il progetto originario è maturato nel tempo, si è "specificato" trovando la sua vocazione filosofica e poi si è ampliato dando vita alle due strutture "sorelle" la Scuola Superiore di Filosofia in Pratica - per formare pofessionisti della filosofia in grado di lavorare nelle organizzazioni e nella comunità in senso più ampio - e la Bottega Filosofica che fornisce servizi di consulenza, formazione e coaching alle persone e alle organizzazioni.

Per il 2013/2014, Semplificando un po' la nostra offerta e accogliendo qualche desiderio dei nostri soci, abbiamo offerto possibilità meno strutturate e più estemporanee come il Convivio e il Philotè da Fiorditè e abbiamo aperto un po' il nostro mondo a delle "contaminazioni" più spinte.
Abbiamo avuto così il seminario di Introduzione alla Psicosintesi e insieme agli amici del Transition Town Roma Appio Latino, abbiamo fatto l'esperienza di qualche World Cafè.

Per l'anno 2014/2015 abbiamo deciso di mantenere il Convivio e di introdurre nuovi due laboratori, uno per leggere insieme La nuova Eloisa di Rousseau e l'altro per riflettere su alcuni temi di carattere filosofico-politico facendoci ispirare da Simone Weil.
Un ulteriore idea, che accarezzavamo da tempo, è quella di condividere la visione di un film cercandone le implicazioni filosofiche sulle quali confrontarci. Nasce così il Cinephilo, un appuntamento mensile con il cinema.

Anche sul piano della gestione delle attività, tranne per quanto riguarda i laboratori, la partecipazione alle attività è stata prevalentemente gratuita per i soci e con un piccolo pagamento per i non soci. Il desiderio è stato ancora quello di consolidare sempre più la nostra comunità filosofica creando condizioni sempre più favorevoli al suo ampliamento e alla continuità della partecipazione.
Questo ci ha dato un nuovo impulso e nuove occasioni di crescita come singoli e come comunità.

L'attività più "istituzionale" della nostra Scuola: temi, metodologie e pratiche interessanti per tutti coloro che desiderano dedicare un po' del loro tempo alla cura di sé, all'autosviluppo e alla propria crescita culturale.

L'attività più "istituzionale" della nostra Scuola praticata sempre con attenzione a proporre temi, metodologie e pratiche che siano interessanti per tutti coloro che desiderano dedicare un po' di tempo alla cura di sé, all'autosviluppo e alla propria crescita culturale. Che si tratti di corsi o seminari di base o avanzati, lo stile è sempre quello che ci contraddiztingue in tutte nostre attività: non accademico, partecipato ed esperienziale.

Incontro dialogici e conviviali, nei quali esplorare, in modo libero da schemi precostituiti e dalle convenzioni del dibattito, questioni rilevanti per la vita individuale e collettiva.

 

Una volta al mese gli amici della Scuola popolare di filosofia e cittadinanza sono invitati a un incontro dialogico e conviviale, nel quale esplorare, in modo libero da schemi precostituiti e dalle convenzioni del dibattito, una questione rilevante per la vita individuale e collettiva.

Nel contesto di un ascolto interessato e partecipe – fondamento di ogni pratica filosofica comunitaria – si avrà l’opportunità di elaborare collettivamente un percorso critico di riflessione sul presente e di partecipare, in una dimensione polifonica e creativa, alla immaginazione di possibilità comunitarie del pensare e dell’agire, che abbiano a cuore la responsabilità, la solidarietà, la condivisione. Se interpretate in modo retto, queste buone pratiche riflessive consentono di indirizzare uno sguardo critico, oltre che su ciò che è fuori di noi, anche al nostro interno, sulle convenzioni che guidano il nostro sguardo sul mondo, sui pregiudizi che lo inquinano, sulla diffusa tendenza all’individualismo e all’egoismo che caratterizza il nostro agire, spesso in contrasto con le nostre parole. In questo esercizio complesso, che ci conduce con la mente e con il cuore verso l’esterno e insieme verso l’interno, avremo anche l’occasione di vigilare sui nostri giudizi – sospendendoli – e sui nostri stati d’animo – riconoscendoli.

Mettere in comune speranze e condividere immagini di mondi possibili è una fonte inesauribile di energie e di stimoli creativi e consente di riconoscere i germi di trasformazione di sé e del mondo nascosti nel presente, svelando ciò che ha importanza per noi come persone e come cittadini. In questo crediamo si possa vedere l’elemento autenticamente terapeutico della filosofia.

ll nostro Convivio 2014-2015 inizierà lunedì 10 novembre.

Il caffè è storicamente un luogo in cui si parla e si comunica. Il World Café è una metodologia che si ispira ai vecchi caffè, creando un ambiente che inviti i partecipanti a una discussione libera ed appassionata.

Il World Café è un metodo efficace per dare vita a conversazioni informali vivaci, concrete e costruttive su questioni che riguardano il lavoro, la vita di unʼorganizzazione o di una comunità.

Il World Café è un format che permette a un grande numero di persone di dialogare insieme, sviluppare una comprensione condivisa delle situazioni che vengono trattate, e convergere verso iniziative che uniscono.Eʼ una pratica di Dialogo che favorisce la trasmissione e lʼevoluzione delle idee dei partecipanti che si influenzano reciprocamente, sentendosi parte di un insieme. (cross-pollination). Raccoglie una diversità di punti di vista, ne incoraggia lʼespressione e favorisce la comprensione e lʼaccettazione di ciò che non può essere cambiato e la concentrazione delle energie verso ciò che si può cambiare in meglio.

Il caffè è storicamente un luogo in cui si parla e si comunica. Il World Café è una metodologia che si ispira ai vecchi caffè, creando un ambiente che invita i partecipanti a una discussione libera ed appassionata. L'idea alla base del World Cafè è tanto semplice quanto rivoluzionaria. E' quella di lavorare per creare conversazioni importanti, capaci di cambiare le persone ed aprire prospettive di cambiamento non convenzionali. Se ci pensiamo bene le conversazioni hanno un ruolo fondamentale nella nostra vita - eppure prestiamo pochissima attenzione a come costruiamo le nostre conversazioni. Quasi come se fossimo pesci che nuotano nell'acqua, non ci facciamo neanche caso. Parallelamente tendiamo a riflettere poco, da soli o con gli altri,  sul senso di quello che facciamo - sul significato profondo delle cose. Quando le persone si mettono a ragionare insieme sul senso di quello che fanno, succedono cose straordinarie - si ritrova un senso comune e si scoprono nuove risorse ed energie.

La Scuola Popolare di Filosofia e Cittadinanza e Transition Town Roma Appio Latino organizzano un ciclo di World Cafè per ritrovarsi tra cittadini che hanno voglia di essere protagonisti della vita del nostro quartiere, confrontarsi in una maniera nuova, creativa e partecipativa sui principali temi di comune interesse e individuare azioni semplici, sostenibili e realizzabili.

Per cominciare insieme ad "essere il cambiamento che vorremmo veder realizzato nel mondo". Il primo appuntamento è per giovedì 28 novembre alle 20,30 allo Spazio dell'anima in via Carlo Denina 72.

Sulle orme di Marc Sautet che dava vita al primo Cafè Philo,  il nostro Caffè filosofico in una deliziosa sala da tè dell'Appio Latino.

 

Nel luglio 1992 al "Cafè des Phares" in place de La Bastille il filosofo Marc Sautet dava vita al primo "caffè filosofico". In un luogo pubblico tradizionale quale è il bar, con il suo disordine sonoro e visivo, si sono creati per la prima volta dei momenti di riflessione in comune. Oggi i cafè philo sono numerosi in tutto il mondo. Tre sono le idee chiave alla base di questi caffè:

  • nessun argomento è filosofico in sé, ma ogni argomento puo’ essere trattato filosoficamente
  • non "si parla" di filosofia, bensì "si fa" filosofia
  • il caffè è aperto alla partecipazione di chiunque abbia voglia di ascoltare o di partecipare al confronto, senza limiti di formazione culturale nè di provenienza sociale.

Dice Sautet "Al cafè philo non si parla per far tacere gli altri, ma per riflettere con loro, non si parla di sé per raccontarsi ma per difendere un’opinione e sottoporla all’esame di tutti, lasciando che sia la ragione a giudicare". (Marc Sautet, Socrate al caffè)
Fiorditè è una sala da tè del nostro quartiere, un luogo 'fratello' dello Spazio dell'anima, nato da una passione che accompagna Laura Manunta fin dall’infanzia. Dopo lunghi anni passati a degustare e ad offrire a tutti coloro che visitavano la sua casa una tazza di tè, ad approfondire anche dal punto di vista teorico il mondo di questa preziosa bevanda con vari corsi, degustazioni e letture, Laura ha deciso di far diventare questa sua passione una vera e propria attività e di creare un luogo che potesse ospitarla e che le permettesse di rendere partecipi molte altre persone di questa sua ricerca. Fiorditè è un luogo accogliente e adatto a fare quattro chiacchiere in compagnia, anche solo a passare del tempo impegnati nella tranquilla lettura di un libro oppure ad accogliere un caffè filosofico! Ed ecco che dalla passione di Laura per il tè, da quella di Myriam Ines per la filosofia e da quella di entrambe per la bellezza, la cultura e la convivialità è nata il progetto PhiloTè da Fiordité, un prezioso momento di riflessione e di confronto in un'atmosfera calda e ospitale, sorseggiando una buona tazza di tè.
Nello spirito originario del Cafè philo di Sautet, ai nostri ospiti chiediamo solo curiosità e fantasia, desiderio di comunicare e spirito ludico.

Fiorditè è in via Raffaele De Cesare 98.

Nella costante e paziente ricerca dell'equilibrio psicofisico e spirituale, proposte diverse per stare bene. 

Il benessere psicofisico, lo star bene con se stessi e nelle relazioni sono condizione essenziale per una vita piena anche a livello sociale e professionale. Nell'area Armonia & Benessere proponiamo atelier di pratica finalizzati al benessere psicofisico, all'equilibrio tra la dimensione fisica e quella spirituale, alla conoscenza di sé e alla valorizzazione dei propri talenti che ci chiedono di concentrarci sul nostro essere sempre contemporaneamente mente e corpo. -

I nostri laboratori tematici adottano le modalità della pratica filosofica per riflettere in gruppo, in modo strutturato e condiviso, dando luogo a processi dialogici.

Con il termine pratiche filosofiche si designa un'insieme di discipline e procedure ormai collaudate e affermate da diversi anni, specialmente nel mondo nord europeo e anglosassone (particolarmente Germania, Olanda, Scandinavia, Inghilterra, Canada e USA). Le pratiche filosofiche si basano sulla tradizione filosofica occidentale (e in parte anche orientale) e si rivolgono sia a individui che a organizzazioni. Le pratiche filosofiche consentono di riflettere in modo strutturato e condiviso, in modalità individuale o di gruppo dando luogo a processi dialogici, con lo scopo di:

  • chiarire la struttura concettuale e pratica di un problema
  • reperire implicazioni inosservate di scelte, azioni, pensieri
  • aiutare a sviluppare consapevolezza riguardo a se stessi, un identità di gruppo, una situazione
  • sviluppare una comunicazione e un linguaggio comuni al gruppo
  • favorire la comprensione reciproca
  • sviluppare implicazioni e conseguenze di scelte e valori
  • favorire il pensare insieme, in comunità
  • affrontare meglio i cambiamenti (sia degli individui che dei gruppi)
  • creare, sviluppare, modificare e mettere alla prova idee e concetti
  • procedere sulla strada della ricerca della saggezza.

In pratica si tratta di attività che consentono di 'riflettere' in modo strutturato e condiviso, affrontando questioni anche drammatiche e fortemente connotate da emotività, con procedure dialogiche. Le pratiche filosofiche aprono pertanto oggi uno spazio reale a tutti coloro che sono alla ricerca di risposte 'aperte' e non preconfenzionate a questioni problematiche, che vanno in cerca di un senso che sempre più ci sfugge e si rivela relativo, che desiderano trovare un modo per scambiare e approfondire riflessioni e opinioni con un gruppo di 'altri' che condivida i medesimi obiettivi, e, infine, che credono nella possibilità di fare emergere un pensiero 'nuovo'.

Ogni tanto ci piace invitare degli amici, non solo filosofi ma persone autorevoli nel loro campo, per confrontarci con loro nella dimensione conviviale che ci contraddistingue .

 

Ogni tanto ci piace invitare degli amici, non solo filosofi ma persone autorevoli nel loro campo, per confrontarci con loro in una conversazione distesa nella dimensione conviviale che ci contraddistingue. Può trattarsi del loro ultimo libro, o di una ricerca che hanno in corso o una questione che abbiamo desiderio di approfondire con un esperto/a. Non c'è un calendario fisso ma agiscono il caso e l'occasione. E' importante sapere che chiunque sia l'ospite viene da amico, non percepisce alcun compenso e si siede in mezzo a noi come uno di noi. Siamo in attesa del prossimo ospite che ci donerà il suo tempo e la sua presenza.

Piccole "contaminazioni" della filosofia e  delle pratiche filosofiche con altre discipline e altre pratiche.​

Nello stile che ci contraddistingue ci piace "contaminare" la filosofia e le pratiche filosofiche con altre discipline e altre pratiche e cosa più affine delle arti e dei piaceri del gusto? Per questo nascono alcuni laboratori in una "terra di mezzo" in cui la sperimentazione che facciamo insieme crea il cammino successivo. Il piacere di stare insieme, di "fare & pensare" - e anche sentire e gustare - per aprire spazi di conoscenza di sé e del mondo ancora non del tutto esplorati.

Percorsi di conoscenza basati sull’esperienza personale dell’incontro con un testo filosofico o letterario o con un’opera d’arte musicale, figurativa, dello spettacolo.


Il saggio non dice e non nasconde: indica
Eraclito

In questa sezione proponiamo percorsi di conoscenza basati sull’esperienza personale dell’incontro con un testo filosofico o letterario o con un’opera d’arte musicale, figurativa, dello spettacolo. In questo cammino, denso delle perplessità e dei rischi di una conoscenza che non aspira all’universalità, ma si nutre della complessità delle relazioni tra varie forme di pensiero e d’espressione, saremo di volta in volta accompagnati da una guida che ci aiuterà a districarci nelle insidie e nelle oscurità dei testi, dei contesti e delle opere.  
In un’esperienza esplorativa e partecipe, tenteremo di far dialogare il sapere filosofico – come viene comunemente inteso nella nostra cultura – con altre forme creative e di riflessione sull’esistenza e con i moti del cuore, che concorrono tutti a fare del mondo in cui viviamo un mondo comune.
In questi Laboratori di pratica filosofica aspiriamo a portare alla luce il rovescio del presuntuoso ricamo della filosofia – che talora prospetta mondi nella loro astrattezza inabitabili.  Il rovescio del ricamo come luogo  dell’indigenza, della confusione, dei nodi sgradevoli, della mescolanza stonata dei colori, delle dissonanze, dell’esperimento sempre in corso.
Ci proponiamo così di dare valore anche alle inconciliabili disarmonie di cui è intessuta la nostra esistenza, delle quali le opere d’arte sono spesso una espressione ineguagliabile.

Cinema e filosofia sono entrambe manifestazioni dell’attività del pensare, l’una mediante le immagini, l’altra attraverso i concetti.

I cineasti, affermava Gilles Deleuze, «sono paragonabili a pensatori, più che ad artisti. Essi pensano, infatti, con immagini-movimento e con immagini-tempo, invece che con concetti». Deleuze, una delle figure più originali e importanti della filosofia francese del secondo dopoguerra, sottolineava così che il cinema non è soltanto una forma di arte (l’ottava Musa, come tante volte si è affermato), e meno ancora solamente una forma di intrattenimento. Esso è piuttosto un modo per esprimere un “pensiero”, anche se mediante una forma diversa da quella nella quale tradizionalmente si articola il discorso filosofico. Di conseguenza, cinema e filosofia sono entrambe manifestazioni dell’attività del pensare, l’una mediante le immagini, l’altra attraverso i concetti.
Già Aristotele nella Poetica  affermava che «la poesia è la cosa più seria e più filosofica». Il cinema è certamente una forma di póiesis e, occupandosi dell’universale, ci avvicina alle “conoscenze fondamentali”.
Sarà così possibile raggiungere contemporaneamente due importanti obiettivi: da un lato assaporare quella intensa forma di piacere che è “il piacere delle immagini”, e dall’altro “ragionare” e “imparare” su tutte le cose. Si tratterà, quindi, di ritrovare e far emergere,  nelle opere cinematografiche, una trama concettuale, una filigrana di pensiero, che è sempre presente senza privarsi del “divertimento” che da esso ci attendiamo, ma esattamente al contrario mettendosi nelle condizioni di “godere” in maniera più compiuta ciò che un film  è in grado di offrire.
In ogni film, infatti, anche in quelli apparentemente più lontani da ogni intellettualismo, è contenuta una visione del mondo, un nucleo di pensiero, che risulta interessante, addirittura piacevole, individuare attraverso un’analisi libera, priva di ogni pretesa di assolutezza. Persone diverse “leggono” diversamente il film, o anche la stessa persona, in situazioni mutate, vi può cogliere trame, sensibilità, idee precedentemente non ravvisate.

ll nostro Cinephilo 2016-2017 inizierà martedì 18 ottobre .

Eventi, appuntamenti, fatti interessanti che ci piace segnalarvi perchè in qualche modo affini al nostro spirito o connessi con noi in qualche modo anche se si svolgono altrove.

Eventi, appuntamenti, fatti interessanti che ci piace segnalarvi perchè in qualche modo affini al nostro spirito o connessi con noi in qualche modo anche se si svolgono altrove.

 

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