Philosophy's cool

 
"Dobbiamo rompere con la mancanza di immaginazione e riallacciare i rapporti con uno spirito di vita intenso e una visione poetica del mondo. Il tempo dei dogmatismi deterministi sarà davvero finito solo se la libertà (tanto rivendicata da tutti) prenderà davvero in mano se stessa e se, infine, metterà il suo ancora insospettato potere al servizio del suo Desiderio, cioè della vera gioia [...] L'attività filosofica si preoccupa della conversione alla gioia e dell'instaurazione della vera vita. La stessa attività filosofica si sforza di definire, di rendere possibile e di realizzare la felicità e l'esistenza felice [...] La filosofia è un coronamento. La gioia di fondare la propria vita mediante la comprensione di sé e la conoscenza può iniziare a esprimersi a contatto con ciò che è convenuto chiamare la cultura" (Robert Misrahi, La felicità)

In questi tempi di crisi sistemica in cui tutti siamo spaventati dal futuro più che dal presente, la vocazione del nostro Laboratorio permanente si rafforza nel riconoscersi come centro di "resistenza del pensiero" e di "bonifica culturale". Attraverso l'interrogarsi e il riflettere comunitari e costanti, come scrive Misrahi, la filosofia si cura di definire e di rendere possibile la felicità.

Noi siamo quello che pensiamo. Siamo il frutto dei nostri pensieri, così come fisicamente siamo e diventiamo quello che mangiamo. Imparare a pensare bene è cruciale per la nostra esistenza.

Molte persone credono di pensare, ma in realtà stanno solo riorganizzando i loro pregiudizi” (William James)

Noi siamo quello che pensiamo. Siamo il frutto dei nostri pensieri, così come fisicamente siamo e diventiamo quello che mangiamo. E' perciò di capitale importanza imparare a pensare bene, a discernere i fatti dalle opinioni, dalle interpretazioni e dalle emozioni, a comprendere i presupposti del nostro agire e come abbiamo costruito le convinzioni che ci limitano e quelle che ci sostengono.

Altrettanto importante è saper ascoltare con mente aperta per accogliere i pensieri degli altri e attraverso il dialogo aprire i nostri orizzonti e crescere nella coscienza di noi stessi, dell'Altro e di ciò che ci circonda.
Questa coscienza, consentendoci di vedere con occhi diversi e plurali la realtà nella quale siamo immersi, ci induce ad avere fiducia nella Vita e negli altri e di sentirci parte dell’immensità del mondo. E’ un cammino che non prevede un punto di arrivo, che non produce risultati eclatanti ma che ci orienta costantemente al nostro benessere e al bene comune.

Non basta capire il “cosa”, ma bisogna capire il “come” e il “perché” per imparare a pensare bene.

La Philosophy's cool di Spazi dell'anima propone laboratori e incontri che danno l'opportunità di indagare, in un ambiente protetto e accogliente, temi di cruciale importanza per il nostro vivere quotidiano come singoli e come collettività.
 

Percorsi di conoscenza basati sull’esperienza personale dell’incontro con un testo filosofico o letterario.


Il saggio non dice e non nasconde: indica
Eraclito

Le letture filosofiche propongono percorsi di conoscenza basati sull’esperienza personale dell’incontro con un testo filosofico o letterario. In questo cammino, denso delle perplessità e dei rischi di una conoscenza che non aspira all’universalità, ma si nutre della complessità delle relazioni tra varie forme di pensiero e d’espressione, saremo  accompagnati da una guida che ci aiuterà a districarci nelle insidie e nelle oscurità dei testi, dei contesti e delle opere.  
In un’esperienza esplorativa e partecipe, tenteremo di far dialogare il sapere filosofico – come viene comunemente inteso nella nostra cultura – con altre forme creative e di riflessione sull’esistenza e con i moti del cuore, che concorrono tutti a fare del mondo in cui viviamo un mondo comune.
In questi Laboratori di pratica filosofica aspiriamo a portare alla luce il rovescio del presuntuoso ricamo della filosofia – che talora prospetta mondi nella loro astrattezza inabitabili.  Il rovescio del ricamo come luogo  dell’indigenza, della confusione, dei nodi sgradevoli, della mescolanza stonata dei colori, delle dissonanze, dell’esperimento sempre in corso.
Ci proponiamo così di dare valore anche alle inconciliabili disarmonie di cui è intessuta la nostra esistenza, delle quali la letteratura è spesso una espressione ineguagliabile.

Stare insieme in maniera conviviale dialogando liberamente su ciò che ci sta a cuore.

Dopo l'esperienza condotta nei laboratori e negli incontri di pratica filosofica degli anni precedenti, vogliamo ancora proporre occasioni in cui ci si possa incontrare, stare insieme in maniera conviviale e confrontarsi liberamente e 'amorevolmente' su un tema interessante per tutti.
Spazi liberi in cui i soci e gli amici della Philosophy's cool si possono ritrovare per passare insieme una serata nella quale interrogarsi su una questione, legata all'esperienza vissuta o a una domanda che li impegna, sapendo che tutti i presenti saranno felici di farsi coinvolgere e di di filoso-fare insieme.
Un'occasione per praticare il dialogo e l'epoché facendo fluire nel gruppo il pensiero per il puro piacere di farlo, condividendo il mangiare insieme come pratica filosofica comunitaria.
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Quando il cinema incontra la filosofia..... scoppia il desiderio di confrontarsi.


Cinema e filosofia sono entrambe manifestazioni dell’attività del pensare, l’una mediante le immagini, l’altra attraverso i concetti.

I cineasti, affermava Gilles Deleuze, «sono paragonabili a pensatori, più che ad artisti. Essi pensano, infatti, con immagini-movimento e con immagini-tempo, invece che con concetti». Deleuze, una delle figure più originali e importanti della filosofia francese del secondo dopoguerra, sottolineava così che il cinema non è soltanto una forma di arte (l’ottava Musa, come tante volte si è affermato), e meno ancora solamente una forma di intrattenimento. Esso è piuttosto un modo per esprimere un “pensiero”, anche se mediante una forma diversa da quella nella quale tradizionalmente si articola il discorso filosofico. Di conseguenza, cinema e filosofia sono entrambe manifestazioni dell’attività del pensare, l’una mediante le immagini, l’altra attraverso i concetti.
Già Aristotele nella Poetica  affermava che «la poesia è la cosa più seria e più filosofica». Il cinema è certamente una forma di póiesis e, occupandosi dell’universale, ci avvicina alle “conoscenze fondamentali”.
Sarà così possibile raggiungere contemporaneamente due importanti obiettivi: da un lato assaporare quella intensa forma di piacere che è “il piacere delle immagini”, e dall’altro “ragionare” e “imparare” su tutte le cose. Si tratterà, quindi, di ritrovare e far emergere,  nelle opere cinematografiche, una trama concettuale, una filigrana di pensiero, che è sempre presente senza privarsi del “divertimento” che da esso ci attendiamo, ma esattamente al contrario mettendosi nelle condizioni di “godere” in maniera più compiuta ciò che un film  è in grado di offrire.
In ogni film, infatti, anche in quelli apparentemente più lontani da ogni intellettualismo, è contenuta una visione del mondo, un nucleo di pensiero, che risulta interessante, addirittura piacevole, individuare attraverso un’analisi libera, priva di ogni pretesa di assolutezza. Persone diverse “leggono” diversamente il film, o anche la stessa persona, in situazioni mutate, vi può cogliere trame, sensibilità, idee precedentemente non ravvisate.

Presto il calendario del nuovo Cinephilo 2017/2018.