#SDGspertutti: 15 - Vita sulla Terra

Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell'ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica”, così recita l'Obiettivo 15.

Prosegue il nostro viaggio all'interno della quotidianità degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU, oggi esploriamo l'obiettivo che, potremmo dire, 'contiene' tutti gli altri.

La realizzazione dell'intera Agenda 2030, infatti, presuppone che la Natura continui a produrre i beni e i servizi che sono alla base di ogni aspetto della vita sulla Terra. Senza le ricchezze che derivano dalla biodiversità e da ecosistemi sani, anche la salute e il benessere dell'uomo ne risentono. Ogni individuo ha il diritto di partecipare ai benefici di un pianeta sano, e questo deve essere lo sfondo su cui si realizzano gli SDGs

L'Obiettivo 15 sottolinea esplicitamente anche la centralità della biodiversità in un futuro sostenibile: proteggere, ripristinare e promuovere l'uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire in modo sostenibile le foreste, combattere la desertificazione, arrestare e invertire il degrado del suolo e arrestare la perdita di biodiversità.
È importante notare che questo Obiettivo pone l'accento anche sul ripristino: non basta fermare i danni, occorre anche ‘aggiustare’ ciò che è stato degradato visto che da decenni sfruttiamo il pianeta al di là delle sue capacità.

Ma cosa fare ora? Tutti sappiamo distinguere il bene dal male e quindi che cosa che dobbiamo fare ora è semplice: fare una cosa che crediamo giusta.

Prendersi cura del nostro ambiente è un imperativo morale. Al momento la mente della maggior parte degli abitanti della Terra sembra essere ancora avvinta, più che altro, dall'imperativo della crescita economica. Governi, politici di ogni colore e giornalisti di quasi tutti i Paesi del mondo sembrano essere ossessionati dalla crescita economica.
Lo spettro del debito, del deficit, della recessione e della disoccupazione si libra su gran parte del mondo occidentale. Prendersi cura della Natura e proteggerla è visto come un lusso per i tempi di abbondanza.
Per il momento, la preoccupazione per la conservazione è considerata perlopiù un ostacolo alla crescita economica. Pertanto l'agenda ambientale, di fatto, è stata spinta in secondo piano.
La priorità per i politici, gli industriali e la maggior parte delle grandi imprese globali sembra ancora la costruzione delle ‘grandi opere’: più aeroporti, più autostrade, più ferrovie ad alta velocità, più complessi di uffici e più complessi residenziali, più urbanizzazione.

Questo rappresenta una grande sfida per gli ecologisti, gli ambientalisti e per le B Corporation  (movimento internazionale di imprese di cui è membro la nostra Bottega filosofica. Il nostro compito ora è quello di dimostrare che l'ecologia e l'economia non sono in contraddizione tra loro.

L'ambiente e l'occupazione possono - e fanno – integrare l'una con l'altra.

Non c'è bisogno di essere un genio per vedere che ci deve essere un limite al numero di aeroporti, autostrade e grattacieli che possono essere costruiti.
Cosa faremo quando avremo coperto tutta la nostra terra con calcestruzzo, tutti i nostri campi e le nostre aziende agricole con parchi industriali, centri commerciali e altre iniziative di sviluppo urbano e quando avremo abbattuto tutte le nostre foreste?

Prima o poi raggiungeremo il punto di saturazione. Dobbiamo quindi pensare ad un sistema economico che sia durevole e sostenibile. Abbiamo bisogno di un sistema che fornisca mezzi di sussistenza e benessere per tutte le persone, non solo per i prossimi cinque anni, 50 anni o anche 500 anni, ma per i cinque milioni di anni successivi. In altre parole, per sempre.

Ciò significa che, invece di un'economia lineare, dobbiamo pensare in termini ciclici, di economia circolare. Se basiamo la nostra economia sulla salute e il benessere delle nostre foreste, queste potranno garantirci frutti, fibre e legno per sempre. Se proteggiamo i nostri campi verdi, produrranno il cibo di cui abbiamo bisogno per nutrirci fino alla fine dei tempi. Se raccogliamo la nostra energia dal sole, dalla pioggia e dal vento - diminuendo sempre più l’uso di combustibili fossili - non esauriremo mai l'energia rinnovabile.
Se utilizziamo il lavoro manuale - mani umane, arti, artigianato e creatività - allora la nostra forza muscolare rimarrà inesauribile.
E naturalmente, anche con queste risorse naturali, dobbiamo essere attenti a sviluppare e mantenere le attività umane a zero rifiuti, industrie non inquinanti e con tecnologie pensate per servire i bisogni umani, di tutti gli umani, salvaguardandone la creatività e la possibilità di provare autentica gioia di vivere.

A ben guardare, il mondo occidentale non sembra in crisi economica. Le banche hanno vaste riserve finanziarie. Quello che abbiamo perso è l’abilità di gestire il denaro per il Bene di tutti: come contarlo, come maneggiarlo, come usarlo, come distribuirlo.
Forse abbiamo troppi soldi e quindi non sappiamo più cosa fare. Siamo persi in una giungla finanziaria, ma il mondo Occidentale non è in crisi economica. La terra sta ancora producendo cibo; gli alberi che ci sono rimasti producono ancora mele, pere e prugne. Gli olivi non hanno smesso di produrre olive; le mucche non rifiutano di produrre latte.
I problemi della siccità, delle inondazioni e del mancato raccolto sono state causate da emissioni di CO2 indotte dall'uomo che hanno portato a calamità climatiche. Quindi la risposta non può più essere dello stesso tenore.

Ma se continuiamo ad inquinare, danneggiare e distruggere il nostro ambiente si finirà per causare una crisi economica di dimensioni enormi che non possiamo nemmeno immaginare.

L'ambiente è più che un imperativo economico. Esso è anche un imperativo morale. Noi, la generazione attuale, non abbiamo nessun diritto di sottrarre al futuro le foreste, i campi e la possibilità di pescare per generazioni. E' moralmente sbagliato privare i nostri figli e nipoti della sicurezza delle risorse naturali. Non c’è nessuna norma etica che ci permetterebbe di riempire i nostri oceani di plastica e la nostra biosfera di anidride carbonica. È, quindi, una responsabilità morale per ogni generazione lasciare la terra in una buona forma - se non meglio - di quando l'ha ereditata dai suoi antenati.

E direi che questo imperativo morale va ancora oltre: è questione della nostra responsabilità verso le generazioni future. Non abbiamo nessun diritto morale di interferire con l'integrità della comunità biologica. La specie umana non è l'unica specie che abita la Terra, ma a causa della nostra espansione industriale, dell'economia e della sua enfasi sulla crescita economica illimitata, abbiamo messo in pericolo la vita di milioni di creature, grandi e piccole.
Diminuire la biodiversità attraverso l'industria, l'economia e le altre attività umane ed economiche è sbagliato sia per motivi etici che morali. È così semplice.

Ma cosa possiamo fare per dare concretezza al nostro impegno a livello individuale?

Si può fare molto. Guardiamo alle nostre decisioni di vita quotidiana. Proviamo a esaminare le aziende che sosteniamo acquistando i prodotti e i servizi che ci servono per vivere. Queste aziende sono coinvolte in alcuni processi dannosi per l’ambiente? Acquistiamo inconsapevolmente prodotti dannosi per la nostra salute? Facciamo attenzione a scegliere prodotti che non hanno imballaggi di plastica o ne hanno il minimo possibile? Pensiamo mai a quanto stiamo davvero riusando e riciclando?
Beh, le risposte a queste domande non sono difficili da trovare. Una semplice ricerca sul web può aiutarci a trovare molte informazioni semplici e utili sul riciclo e sull'utilizzo di prodotti ecologici.

Le stesse Nazioni Unite ci forniscono un piccolo decalogo per una maggiore sostenibilità di tutti giorni:

  • Evitare l'uso di pesticidi che finiscono nei fiumi e nei laghi, in quanto sono dannosi per la fauna selvatica.
  • Mangiare prodotti di stagione. Hanno un sapore migliore, sono più economici e rispettosi dell'ambiente.
  • Sostenere e finanziare progetti per la rigenerazione dei terreni.
  • Riciclare la carta usata e, se possibile, ridurre al massimo il ricorso alla carta.
  • Mangiare meno carne. La produzione e la distribuzione di carne hanno un impatto enorme in termini di emissione di gas serra.
  • Partecipare all'agricoltura urbana locale.
  • Acquistare prodotti riciclati.
  • Fare il proprio compost. Supporta la biodiversità, arricchisce il suolo e riduce la necessità di prodotti chimici fertilizzanti.
  • Quando si va nei negozi, o quando si visitano i mercati, fare scelte ecocompatibili a favore del nostro Pianeta.
  • Non comprate mai prodotti fatti con specie minacciate o in pericolo.

E dopo essersi attrezzati con le conoscenze di base? Diffondiamo, condividiamo  le informazioni e ciò che abbiamo imparato e aiutiamo i nostri amici a diventare ecologicamente più consapevoli. Il tempo è ora, quindi prendiamo le nostre buone iniziative e aiutiamoci a cambiare il mondo!

 

Associati per sostenere
la nostra visione

Basta un click