di: Myriam Ines Giangiacomo
#SDGspertutti: 7 - Energia pulita e accessibile

Tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell Agenda 2030 dell'Onu, l'obiettivo 7 non è facile da trattare pensando alla vita di tutti giorni, ma ci può sicuramente venire in aiuto uno dei target in cui è declinato l’obiettivo. Infatti il target 7.3 dichiara che entro il 2030 si vuole raddoppiare il tasso globale di miglioramento dell’efficienza energetica.

Ecco: l’efficienza energetica e il risparmio energetico sono ambiti per i quali è più facile dire qualcosa pensando alla vita di tutti i giorni e il contenimento dei consumi a livello individuale, familiare, aziendale è sicuramente qualcosa in cui ciascuno si può, si deve, impegnare se vogliamo perseguire l’insieme degli obiettivi dell’agenda 2030, non solo questo.

Ho fatto allora un giro sul web cercando ispirazione e mi sono resa conto che è veramente pieno di siti in cui si moltiplicano gli inviti per risparmiare sul consumo di energia - e sui costi conseguenti - e le ‘dritte’ per farlo meglio (vedi, ad esempio, questo). Mi sono quindi detta che qualsiasi ripetizione sarebbe stata banale.

Sono allora passata alla seconda opzione: la mia battaglia stagionale contro l’uso massiccio, e spesso dissennato e inutile, dell’aria condizionata in casa come in tutti i luoghi pubblici.

Ho pensato a quali raccomandazioni offrire ma anche qui, al di là del ricordare che non sempre è necessario tenere i luoghi a temperature polari solo perché fuori fa caldo e che aprire le finestre al ponentino potrebbe essere più piacevole e salutare, le raccomandazioni possibili non sono originali e il web ne offre a piene mani (come queste sul sito nonsprecare.it ).

Mi sento comunque di sottolineare che l’attenzione al risparmio di energia e un uso sempre consapevole e attento della stessa sono una questione di mindset, di mentalità, cioè se io ho in testa il risparmio energetico, normalmente userò l’energia senza sprecarla e non solo cercherò di ridurre al minimo l’uso del condizionatore o magari sceglierò di non averlo, ma farò già attenzione a un sacco di altre cose.  

Mentre quindi mi chiedevo cosa dire a proposito dell’obiettivo 7 mi è tornato in mente, improvvisamente, il fascino che su di me ebbe lo scoprire, tanti anni fa, che ci potessero essere delle case costruite nella completa autosufficienza energetica ma soprattutto senza bisogno di sistemi di riscaldamento e di raffreddamento anche nel cuore dell’Europa.

Era il 2003 e stavo frequentando il primo master in Italia sulla Business Ethics offerto da Assoetica, quando tra i testi da studiare, trovai un libro molto interessante di Gunter Pauli dal titolo “Progetto zeri”. Era uno dei primi libri che parlavano di come perseguire concretamente e in maniera sistemica la sostenibilità a 360° e come si potesse tendere a zero nei vari ambiti dell’impatto umano sul mondo.

Uno dei capitoli era dedicato proprio a ‘zero consumo di energia’ e così scoprii questa cosa meravigliosa che sono le ‘case passive’ e che adesso voglio brevemente illustrare perché possano essere di ispirazione per tutti quelli che si accingono a costruire o ristrutturare edifici e soprattutto case di abitazione.

La Casa Passiva (Passive House in inglese, Passivhaus in tedesco) è un edificio progettato e realizzato con criteri che permettono di limitare al massimo - o in certi casi eliminare - il fabbisogno energetico per ottenere il riscaldamento/raffrescamento necessario.

Le Case Passive sono nate nel Nord Europa, ma si sono diffuse velocemente in tutto il Centro Europa (Olanda, Germania, Austria, Svizzera) e anche in Italia iniziano ad esserci costruzioni di questo tipo. Possono essere in legno o in cemento e, oltre a utilizzare sistemi e materiali che riducono al minimo la dispersione termica,  applicano soluzioni che ottimizzano l’irraggiamento solare, limitandolo nei mesi estivi e sfruttandolo al massimo nei mesi invernali.

La casa passiva è progettata e costruita in modo da essere così ben isolata termicamente e in grado di sfruttare le condizioni ambientali esterne a suo favore, che il riscaldamento non è ottenuto mediante un normale impianto ‘attivo’ a consumo energetico, ma tramite tutte quelle che vengono chiamate fonti passive di calore: la radiazione solare, gli elettrodomestici, le persone, l’inerzia termica. Vengono inoltre realizzate condizioni di elevata impermeabilità all’aria e sistemi per il controllo della ventilazione. Anche l’esposizione della casa e la sua forma contribuiscono all’efficacia delle soluzioni.

I vantaggi in termini di consumo energetico sono enormi: una casa passiva consuma il 90% in meno rispetto alle case tradizionali, e circa il 75% in meno anche rispetto alle nuove case costruite secondo la normativa in vigore.

Qui ci sono alcuni esempi di case realizzate che, oltre ad essere interessanti, sono anche belle. E qui la concreta testimonianza di chi ha scelto di vivere in una casa passiva.

Dal sito della International Passive House Association, associazione globale che promuove la ricerca e la diffusione dell’idea della casa passiva e che ha messo a punto anche uno standard internazionale per la sua costruzione, è possibile scaricare una brochure in italiano che offre in gran dettaglio tantissime informazioni.

Mentre per trarre ispirazione da quanto già realizzato in Italia si può fare una ricerca nell’apposito database . Da Nord a Sud si tratta di circa un centinaio di esperienze anche esteticamente e funzionalmente molto diverse tra loro e per questo in grado di assomigliare a diverse 'idee di casa' che ciascuno di noi può avere. Quello che hanno in comune, certamente, è di avere un impatto energetico bassissimo o addirittura nullo.

Il futuro è qui.

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