di: Myriam Ines Giangiacomo
R.E.S.T., recuperare lo spazio personale del riposo

Siamo nel mezzo di una pandemia globale e il mondo è pervaso da grandi turbolenze a livello politico e sociale. E' essenziale - ora più che mai - che troviamo modi per fermarci, per 'stare' con il nostro disagio e sentire la pienezza che sono in grado di restituirci i rituali del riposo e della consapevolezza. Nel complesso, la nostra cultura non è riuscita a fornirci modi per ricordare, e ritrovare, il ritmo naturale del riposo che spesso vediamo così splendidamente presente nella natura e in molte culture indigene in tutto il mondo. Auspichiamo che la pratica "R.E.S.T.", che qui offriamo, possa costituire un buon 'rifugio' per molti che fanno fatica a rallentare in questi tempi difficili.

Cos'è R.E.S.T.?

R.E.S.T. è un antidoto alla 'fatica del capitalismo' e alla continua richiesta a sé stessi di fare sempre di più, in quanto si concentra più sull'essere che sul fare.

E' una pratica che ha lo scopo di aiutarci a integrare momenti di intimità e consapevolezza personale nella nostra vita quotidiana. R.E.S.T. è un invito a diventare più familiari con il nostro spazio interiore e a darci il permesso di fermarci e rilassarci in questo spazio, senza sensi di colpa.

R.E.S.T. non è una forma di terapia del sonno, né un invito a fare più sonnellini, che possono facilmente diventare una fuga dalla realtà. Invece, è un invito per tutte le persone a riscoprire l'appartenenza e la consapevolezza del 'solo essere'.

In questa pratica, il nostro stato naturale di riposo è il nostro punto di partenza e di arrivo. Come tale, non c'è più il peso dell'aver bisogno di 'calmarsi' o 'gestire le proprie emozioni' - frasi che spesso riflettono il linguaggio usato per mettere a tacere le voci di coloro che nominano apertamente e parlano contro l'ingiustizia, l'odio e la violenza.

Impariamo a sperimentare noi stessi in un modo nuovo e liberato, dove il piacere di riposare nella consapevolezza è sacro e curativo. Non ci sono pratiche indispensabili per la consapevolezza; noi siamo la consapevolezza. Riposare naturalmente e abbracciare la vastità dello spazio in cui siamo immersi è la pratica, e i quattro pilastri di R.E.S.T. ci aiuteranno a reimmaginare la meditazione, il sollievo e il riposo come una cosa sola.

Release, Empty, Surrender, Trust

REST in inglese vuol dire 'riposo', qui diventa l'acronimo di quattro passi. Ci sono molte opzioni per lavorare con la pratica R.E.S.T.. Alcuni potrebbero preferire seguire questi passi in ordine come una pratica completa, mentre altri potrebbero trovare migliore dedicare del tempo a un pilastro per un lungo periodo. In definitiva, questi pilastri dovrebbero diventare mantra viventi nelle attività quotidiane o durante qualsiasi sessione di meditazione informale. Incoraggio a testare i pilastri come una pratica di meditazione formale, per poi dedicare del tempo ai punti specifici che parlano ai vostri bisogni del momento.

R sta per Rilassa l'attenzione. Rilasciati.

E sta per Espira, eliminando ogni sforzo. Crea il Vuoto.

S sta per Senti il silenzio. Arrenditi.

T sta per Tune, sintonizzati con tua consapevolezza. Recupera Trust, fiducia.

Rilassate la vostra attenzione. Rilasciatevi. La R serve come un gentile promemoria per permettere alla vostra attenzione di riposare naturalmente, senza concentrarsi su qualcosa in particolare. Un altro modo di trasmettere questo messaggio è "Sii come sei". La vostra attenzione viene costantemente attirata da viste e suoni mentre viene usata per completare vari compiti durante il giorno, ma raramente viene invitata a rilassarsi. Quando 'mollate' la vostra attenzione, invece di rivolgerla verso l'esterno per occuparvi di qualcosa, nasce una sensazione spontanea di rilassamento. Man mano che la vostra attenzione si assesta e si rilassa più profondamente nel suo stato naturale, riconoscerete la coscienza del momento presente come un luogo di riposo per tutta la vostra attività mentale ed emotiva.

Un'immagine efficace per R è un sassolino che affonda gradualmente in un bacino d'acqua senza fondo.

Espirate, eliminate tutti gli sforzi. Vuoto. La E è un invito a lasciare andare tutte le idee immaginarie di ciò che dovrebbe e non dovrebbe accadere nel momento e nella vita. Aprirsi e accettare il momento presente è il modo in cui lasciamo andare lo sforzo inutile. Incarnare la E può essere impegnativo perché molti hanno  la convinzione che il successo nelle pratiche di meditazione consista nella capacità di raggiungere una qualche forma di realizzazione. Un esempio comune di questo sforzo è il tentativo di liberare la mente per raggiungere uno stato al di là del pensiero o del sentimento. Quando si adotta una tale intenzione, si crea un divario naturale tra il momento e lo stato desiderato, non lasciandoci altra scelta che sforzarsi di soddisfare il nostro immaginario senso di mancanza.

Un'immagine efficace per E è qualcuno che spinge contro una porta per evitare che un altro entri, e poi smette di farlo e lascia andare.

Sentite il silenzio. Arrendentevi. La S indica il silenzio, la quiete naturale che sembra nascondersi sul fondo della mente. Questo silenzio non dipende dalla cessazione dei suoni esterni o dei pensieri e sentimenti interiori. Possiamo percepire il silenzio della mente durante tutte le esperienze, non importa quanto intense. Percepire, qui, significa diventare consapevoli di questo silenzio sempre presente e anche sentire la qualità spaziosa del silenzio. Una volta che avremo imparato a padroneggiare la S, impareremo che questo silenzio e questa spaziosità non possono mai essere sopraffatti da alcuna esperienza o spenti da alcun rumore.

Un'immagine efficace per S è guardare lo spazio intorno agli oggetti in una stanza e poi sentire lo spazio nella stanza.

Tune, sintonizzatevi con la consapevolezza. Trust, fiducia. La T vi chiama a fidarvi della vostra esperienza personale dell''essere consapevole'. Quando vi sintonizzate con la consapevolezza, riconoscete che siete consapevoli del fatto che siete consapevoli. La consapevolezza è la qualità cognitiva della vostra mente che si trova in tutte le esperienze. Essere consapevoli è un'esperienza senza sforzo, eppure può sembrare che sia necessario uno sforzo. Essere consapevoli è inerente all'essere, proprio come il calore è inerente al fuoco. Poiché il concetto di consapevolezza può esseredifficile da cogliere in sé, può sembrare che si debba fare qualcosa per coltivare la consapevolezza. L'invito a sintonizzarsi con la consapevolezza, invece, ci incoraggia a notare che noi 'siamo consapevolezza', e la consapevolezza è sempre presente.

Un'immagine efficace per T è il sole che splende senza sforzo in tutte le condizioni atmosferiche.

E ora, se può essere d'aiuto, un piccola guida.

1. Trovate una postura comoda a vostra scelta. Potrebbe essere una postura seduti, in piedi o sdraiati.

2. Se scegliete di tenere gli occhi aperti, lasciate riposare il vostro sguardo, abbassato e vago su un punto di fronte a voi. Se scegliete di tenere gli occhi chiusi, riposate le palpebre comodamente.

3. Impostate la vostra intenzione sul rilassamento e l'assenza di sforzo. 

4. Ogni volta che vi accorgete di passare al 'fare' o al 'pensare', ritornate semplicemente alla vostra intenzione originale e ricominciate.

5. Rilassate la vostra attenzione. Rilasciate qualsiasi fissazione che potreste avere su qualsiasi oggetto. Siate il più ordinari e naturali possibile. Se notate che la vostra attenzione si fissa o si distrae, semplicemente rilassatevi.

6. Espirando, sospendete progressivamente ogni sforzo. Svuotatevi di ogni sforzo finalizzato a raggiungere un particolare risultato. Rimanete aperti e accettate il momento presente. Lasciate che la vostra esperienza sia così com'è.

7. Percepite il silenzio. Abbandonate ogni attaccamento a ciò che notate e sentite intuitivamente il senso del silenzio dentro di voi. Siate consapevoli del silenzio e sentite la vastità del silenzio.

8. Sintonizzatevi con la consapevolezza. Riconoscete che siete naturalmente consapevoli, e siete coscienti di questa consapevolezza. Abbiate fiducia in questa consapevolezza senza sforzo e nel silenzio. Non c'è niente da fare e nessun posto dove andare. Riposate e basta.

9. Quando siete pronti a terminare la pratica, portate delicatamente la vostra attenzione a ciò che vi circonda e cominciatea riprendere piccoli, semplici movimenti al vostro corpo.

 

(Liberamente tratto da una pratica di Rashid Hughes)

Associati per sostenere
la nostra visione

Basta un click