Facciamo il punto su "Usa bene la tua bussola"
Per questo ogni laboratorio, della durata complessiva di sei ore, è diviso in un due moduli da tre ore ciascuno. «Questa divisione del laboratorio in due tranche – hanno raccontato Fabia e Stefania – consente di avere una settimana di intervallo in cui è possibile mettere in pratica, nella vita quotidiana e professionale, quello che è stato sperimentato durante il primo incontro».
Nella prima parte del laboratorio si mette in campo il tema e «si individuano il nodo da sciogliere – hanno detto Stefania e Fabia - e gli allenamenti personalizzati da mettere in atto nella settimana successiva. Nel secondo incontro, si lavora sulle specificità individuali, ci si arricchisce ulteriormente con lo scambio e la condivisione delle esperienze per arrivare all’individuazione delle proprie specifiche risorse».

Tre i laboratori tematici finora vissuti allo Spazio dell’Anima: il primo è stato “Fai emergere il tuo valore” la cui finalità era quella di «condurre le persone lungo il percorso di individuazione delle proprie risorse e dei propri talenti per sostenere l’autostima» hanno spiegato le facilitatrici convinte che una buona conoscenza di sé permetta di accettare i propri limiti e faciliti anche le relazioni con gli altri.
 
Poi è stato il turno del laboratorio “Molla la presa”, occasione per imparare ad abbandonare le vecchie abitudini limitanti e aprirsi al vivere con fiducia il qui e ora. «Ci sono cosa a cui siamo attaccati anche se nella nostra vita non sono più attuali. Può essere il caso di un pensiero, di una convinzione, di un oggetto, di una persona, di un luogo, che dobbiamo imparare a lasciare andare per fare spazio. Uno spazio – hanno affermato Fabia e Stefania – che ci permette di vedere e accogliere il nuovo, ciò che è più attuale e in linea con ciò che siamo adesso».
 
Trasforma i desideri in progetti” è il tema del terzo laboratorio durante il quale «siamo partite da un sogno nel cassetto - hanno raccontato Fabia e Stefania – abbiamo lavorato per individuare il desiderio al suo interno e formularlo in modo chiaro. Questo aiuta a vedere se veramente è un desiderio che ci appartiene, al di là delle aspettative altrui. Poi al termine del primo incontro abbiamo chiesto ai partecipanti di assumere l’impegno di introdurre una piccola novità nel proprio quotidiano come, per esempio, un cambiamento nello stile alimentare o l’introduzione di una attività fisica all’interno della routine. Poi, nel secondo incontro, abbiamo accompagnato le persone nel trasformare il desiderio in obiettivo concreto e sostenibile, facendo insieme a loro il primo passo del piano di azione che porterà alla effettiva realizzazione del proprio progetto».
 
Piccoli gruppi e formula personalizzata. Sono questi due degli elementi che permettono a ognuno di esprimersi e mettersi in gioco durante gli incontri di “Usa bene la tua bussola” che, come hanno sottolineato le facilitatrici, sono dei laboratori esperienziali nei quali le attività «non sono solo teoriche, ma anche narrative o di ispirazione artistica e comprendono anche movimenti ed esercizi di rilassamento. I nostri laboratori – hanno concluso Fabia e Stefania – prendono in considerazione la persona in modo olistico e stimolano tutti i diversi tipi di intelligenza, da quella cognitiva a quella emotiva passando anche per quella del corpo, quella che spesso trascuriamo».