di: Myriam Ines Giangiacomo
Gli equilibristi

Ivano De Matteo in questo film presentato al Festival di Venezia del  2012 “continua con la sua critica alla società attuale, in tutti i suoi vizi, in tutte le sue crepe. Qui inquadra con grande lucidità il dramma di un paese che si credeva ricco e che si scopre povero. Valerio Mastandrea è un padre affettuoso e un marito innamorato che per una sbandata perde tutto. Si separa civilmente da Barbora Bobulova ma scopre troppo presto che il suo stipendio apparentemente dignitoso non basta a conciliare la sopravvivenza con gli alimenti per la moglie e gli imprevisti. Comincia un lento e inesorabile precipitare verso la disperazione, la miseria gli contagia l'animo, perde tutto perché tutto, come i soldi, gli scivola via, divorato da necessità primarie: la casa, il cibo, la famiglia. Per lui non rimane nulla, se non uno sguardo perduto - Mastandrea cesella il suo personaggio su un'apatia progressiva che rende con talento e pochi, potentissimi dettagli - e una rassegnazione rabbiosa. Il regista, che gli ha costruito il film intorno, sa dipingere un piccolo mondo fallito con intuizioni di alto livello anche se si lascia andare, a volte, a qualche schematismo. Una parabola umana e morale che ci sbatte in faccia la crisi, quella che però c'è da 20 anni e che abbiamo nascosto tra ottimismi di facciata, "bolle" e bugie del potere". (Boris Sollazzo)
Vi invitiamo il 20 novembre 2014 alle 20,30 allo Spazio dell'anima per discuterne insieme.
L'incontro è aperto a tutti. E' gratuito per i soci e prevede un piccolo contributo associativo di 5 euro per i non soci.

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