Clessidra filosofica di febbraio. Il tema del mese era "Gioco".

"Clessidra è' un'idea di Silvana Kuhtz e Mariarosa Pappalettera (www.poesiainazione.it) che si realizza con successo a Bari ormai da due anni. Da questo mese ha luogo anche ad Acquaviva delle Fonti e a Milano. Sulla base del tema del mese, ogni partecipante sceglie il “testo” di un grande autore da proporre a tutti gli altri: potrà essere costituito da parole, immagini, suoni, scene di film, brani musicali, canzoni, movimento di corpi ed esperienza dei sensi e anche processo del fare; può prevedere il coinvolgimento degli altri partecipanti all’incontro. Nell'incontro del 18 febbraio abbiamo condiviso: Adriana Dondona: H. G. Gadamer (1960), Verità e metodo. Ed. Studi Bompiani 2010, pag 132-137; Nuccia Della Pietra: H. G. Gadamer, Ludosofia; Carmen Luciana Bonanno: Ermanno Bencivenga, Parole in gioco, Linguaggio stralunato della filosofia, pp. 21-22, Mondadori; Valeria Allegretti: Leonardo Sinisgalli, Monete rosse, Mondadori 1945; Giulia Zanotti: Beppe Sebaste, Panchine. Come uscire dal mondo senza uscirne, Laterza, pp. 9-10; Myriam Ines Giangiacomo: Shaun Tan, Piccole storie di periferia, I giocattoli rotti, Rizzoli; Massimo Ligrani: Luigi Pirandello, Il giuoco delle parti; Antonio Tiberla: Paolo Maurensig, La variante di Lunenberg, Adelphi 2003, pp. 9 -15; Giampiero Galleano: Soren Kierkegaard, In vino veritas, I dioscuri, pp. 58 - 62;
Stefano Federici, Gianrico Carofiglio, Il passato è una terra straniera, Rizzoli, pp. 34 - 37; Annamaria Pompili: Luigi Meneghello, Libera nos a malo, Rizzoli, pp. 7 - 8.
Annamaria ha scritto un breve commento sul tema della serata: "Ho pensato di portare un testo sui ragazzi, poi ho pensato ai giochi che si fanno da ragazzi, quelli che imitano gli adulti, i cosiddetti giochi proibiti. Io col gioco non solo mi diverto, ma apprendo e faccio esperienza del mondo, con il gioco mi purifico, il gioco è catartico; nel gioco le guerre non fanno morti veri, nel gioco esploro nuovi mondi e mi confronto con gli altri e con me stesso. Tutto lo cambia una preposizione: gioco a, gioco per, gioco con. Nel gioco non dimentico di essere stato bambino,  nessun adulto, come ricordava il celebre pilota e scrittore, dovrebbe mai dimenticare di essere stato un adulto"

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