Clessidra filosofica di novembre. Il tema del mese era "Marciando"

Clessidra è' un'idea di Silvana Kuhtz e Mariarosa Pappalettera (www.poesiainazione.it) che si realizza con successo a Bari ormai da due anni. Sulla base del tema del mese, ogni partecipante sceglie il “testo” di un grande autore da proporre a tutti gli altri: potrà essere costituito da parole, immagini, suoni, scene di film, brani musicali, canzoni, movimento di corpi ed esperienza dei sensi e anche processo del fare; può prevedere il coinvolgimento degli altri partecipanti all’incontro. uesta volta abbiamo condiviso:
Antonio Tiberla da Li romani in Russia, La passeggiata di Elia Marcelli, Ed. Il Cubo; Massimo Ligrani Olimpiadi di Los Angeles 1984 di Gabrielle Andersen; Andrea Alessandri, da Macbeth, Dialogo con le streghe e Marcia della foresta di William Shakespeare; Stefano Federici La marcia dei pinguini imperiali; Giampiero Galleano Vivere alla fine dei tempi di Slavoj Zizek, Ponte alle Grazie - pp. 135-140; Dino Tracuzzi , Yoonmi. Ritorno alle radici di Mamadou Bamba Toure Nuove Impronte - pp. 77-78 e 85-86; Valeria Allegretti Il giovane gambero in Favole al telefono di Gianni Rodari, Einaudi; Myriam Ines Giangiacomo Contributo alla statistica in La gioia di scrivere di Wislawa Szymborska, Adelphi; Tutti When the saints go marchin' in di Louis Armstrong.
Della serata scrive Dino: "A causa forse della estrema mobilità della parola in gioco, “marciando”, sia come tipo di verbo che come forma grammaticale (il gerundio dà sempre l’idea di un qualcosa in divenire), la discussione ha nettamente privilegiato le immagini, che più rispondono o sembrano rispondere ad una visione dinamica, rispetto alla parola scritta. Ci si è concentrati in particolare sulle immagini, altamente drammatiche, degli ultimi metri percorsi dalla maratoneta svizzera alle Olimpiadi di Los Angeles ’84. L’atleta in questione, letteralmente e non metaforicamente allo stremo delle forze, ha voluto o è riuscita o più semplicemente ha portato a termine la sua gara, sotto gli occhi attoniti di tutto lo stadio, mostrando uno sforzo talmente innaturale (barcollando, trascinando le gambe, sbandando) da suscitare la assoluta partecipazione emotiva dello spettatore, sia di quello presente che di quello televisivo che, oggi come 28 anni fa, si è visto scorrere davanti agli occhi sbarrati quasi quanto quelli della maratoneta un qualcosa di assolutamente straordinario, eroico forse, o cieco. La discussione è stata vivace: si è parlato naturalmente del rapporto della persona umana col proprio limite, del valore o disvalore del cercare di raggiungere a tutti i costi o addirittura di tentare di oltrepassare tale limite; le opinioni sono in parte concordanti, soprattutto sul piano emozionale, in parte no, soprattutto sul piano razionale o “lato sensu” morale. Si è parlato di sfida con se stesso, di eroismo, di forza di volontà, tentando, ovviamente con scarso successo, di entrare nella testa della piccola donna svizzera, nelle sue motivazioni psicologiche, probabilmente poco rilevanti nella circostanza, in cui l’eccitazione istintuale, sostenuta dal contesto di uno stadio stracolmo con gli occhi puntati su di lei, ha probabilmente giocato un ruolo determinante".
Vuoi sapere come è andato l'incontro di Bari? Leggi qui.

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