Clessidra filosofica di settembre. Il tema del mese era "Carne"

Clessidra è' un'idea di Silvana Kuhtz e Mariarosa Pappalettera (www.poesiainazione.it) che si realizza con successo a Bari ormai da due anni. Sulla base del tema del mese, ogni partecipante sceglie il “testo” di un grande autore da proporre a tutti gli altri: potrà essere costituito da parole, immagini, suoni, scene di film, brani musicali, canzoni, movimento di corpi ed esperienza dei sensi e anche processo del fare; può prevedere il coinvolgimento degli altri partecipanti all’incontro. Il 17 settembre è stata ancora una serata sorprendente, con una strana convegenza sul senso della parola "carne" anche se con testi tanto diversi. Abbiamo condiviso: Giuseppe Antonucci, Il seno di Philip Roth (Ed. Il Sole 24 Ore, pp. 17-19); Paolo Ciuccatosti, Cervelli che parlano di AA. VV. (Bruno Mondadori, pp. 173-176); Andrea Alessandri, La pelle di Curzio Malaparte (Adelphi, pp. 13, 19-21); Dino Tracuzzi, Palazzo Yacoubian di Al-Aswani 'Ala (Feltrinelli, pp. 168-171); Valeria Allegretti, Carogna di Charles Baudelaire (da I Fiori del Male); Giulia Zanotti, Lo straniero di Albert Camus (Bompiani, pp. 72-76); Stefano Federici, Rosalina, canzone di Fabio Concato, Immagini di Botero; Giampiero Galleano, La biere du pecheur di Tommaso Landolfi (Adelphi, pp. 19-21); Gioia Sacconi, Con cura di Atul Gawande (Einaudi, pp. 62-66); Carmen Luciana Bonanno, La storia di Elsa Morante (Einaudi, pp. 78, 24-26) ; Antonio Tiberla Pane, fame e salame di Teresio Bianchesi, Immagini da Novecento di Bernardo Bertolucci; Myriam Ines Giangiacomo, Non esiste saggezza di Gianrico Carofiglio (Rizzoli, pp. 11-14); Annamaria Pompili Immagini da Il Settimo Sigillo di Ingmar Bergman.
Scrive della serata Giampiero Galleano:"Carni. Nella sera di settembre. Carni soi-disant. Uomini e Donne. Nel cerchio magico della carne, si legge, si ascolta, si motteggia. La carne ride trepida e stupisce dell’essere sempre e comunque invasa di spirito. Occhieggia, lo spirito delle carni, nei frantumi caleidoscopici degli specchi traslucidi delle carni. Carne intrepida che dà voci a tentare l’mmortale marcescibilità delle carni. Volti di carne che piegano ora all’enfasi rosea, ora al reclinare pallido del riposo prossimo. Carne che reclama, mangia, beve, fuma, si leva, si posa. Senza smodatezza, ché la carne non è tutto e solo carne lì, a fare cerchio. Passa di carne in carne il desiderio di essere carne che vuole, che sa, che spaura, che gode. Non solo udire e vedere, ma toccare, odorare, attraversare, essere attraversata. Ed ecco che, nell’epifania propiziata e a un tempo inattesa del troppo umano, nell’abisso serale dell’altro tempo sottratto al tempo, ecco che, come amante dal sogno, prende forma la consustanzialità di spirito e carne. Qui, nel cerchio magico. Di Uomini e Donne. Carni, soi-disant". A Bari è andata così.

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