La tecnica è amica o nemica dell’uomo?

Nel film di Charlie Chaplin, Tempi moderni, entra in scena una macchina sempre più potente che, al principio si presenta come strumento di miglioramento, di aiuto, dell'uomo, per trasformarsi ben presto in un mostro capace di divorarlo, intrappolandolo all'interno dei suoi marchingegni, sballottolandolo a destra e a sinistra senza una precisa direzione; l'immaginazione fantascientifica ha prodotto raffigurazioni inquietanti di un mondo robotico asservito agli interessi delle macchine.
La tecnica è ancora uno strumento nelle mani dell’uomo? Per Galimberti “ormai la tecnica è diventata il nostro ambiente, il nostro luogo di abitazione. Soprattutto è diventata il soggetto della storia. Il rapporto uomo/tecnica si è capovolto, nel senso che non è più l’uomo il soggetto della storia, ma lo è diventato la tecnica. L’uomo è diventato il funzionario degli apparati tecnici a cui appartiene”.
Ma questo scenario corrisponde realmente al nostro vissuto? Nel prossimo PhiloTè affronteremo il tema della tecnica come percepito nella nostra realtà quotidiana per comprendere le relazioni tra spazio tecnologico e spazio umano per recuperare il senso originario della techné, che in greco non significa solo produzione di strumenti, ma anche abilità, destrezza e quindi ha a che fare con l’azione.
Infatti, forse non è lo sviluppo tecnologico in sé a comportare un annullamento della libertà negli esseri umani, quanto l'illusione che la tecnica possa risolvere tutti i problemi dell'uomo, non solo quelli riguardanti i mezzi di sostentamento e di sviluppo, ma anche quelli che concernono gli scopi dell'esistenza, il senso delle cose, il mondo dei significati.
Il senso della vita sarà al centro delle  riflessioni che faremo insieme il 22 marzo prossimo dalle 18,30 alle 20,30 ancora una volta da Fiorditè in via Raffaele De Cesare 98. L'ingresso è libero, ti aspettiamo!

A cura di: Valeria Allegretti

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