Philosophy's cool

 

Quando il cinema incontra la filosofia..... scoppia il desiderio di confrontarsi.


Cinema e filosofia sono entrambe manifestazioni dell’attività del pensare, l’una mediante le immagini, l’altra attraverso i concetti.

I cineasti, affermava Gilles Deleuze, «sono paragonabili a pensatori, più che ad artisti. Essi pensano, infatti, con immagini-movimento e con immagini-tempo, invece che con concetti». Deleuze, una delle figure più originali e importanti della filosofia francese del secondo dopoguerra, sottolineava così che il cinema non è soltanto una forma di arte (l’ottava Musa, come tante volte si è affermato), e meno ancora solamente una forma di intrattenimento. Esso è piuttosto un modo per esprimere un “pensiero”, anche se mediante una forma diversa da quella nella quale tradizionalmente si articola il discorso filosofico. Di conseguenza, cinema e filosofia sono entrambe manifestazioni dell’attività del pensare, l’una mediante le immagini, l’altra attraverso i concetti.
Già Aristotele nella Poetica  affermava che «la poesia è la cosa più seria e più filosofica». Il cinema è certamente una forma di póiesis e, occupandosi dell’universale, ci avvicina alle “conoscenze fondamentali”.
Sarà così possibile raggiungere contemporaneamente due importanti obiettivi: da un lato assaporare quella intensa forma di piacere che è “il piacere delle immagini”, e dall’altro “ragionare” e “imparare” su tutte le cose. Si tratterà, quindi, di ritrovare e far emergere,  nelle opere cinematografiche, una trama concettuale, una filigrana di pensiero, che è sempre presente senza privarsi del “divertimento” che da esso ci attendiamo, ma esattamente al contrario mettendosi nelle condizioni di “godere” in maniera più compiuta ciò che un film  è in grado di offrire.
In ogni film, infatti, anche in quelli apparentemente più lontani da ogni intellettualismo, è contenuta una visione del mondo, un nucleo di pensiero, che risulta interessante, addirittura piacevole, individuare attraverso un’analisi libera, priva di ogni pretesa di assolutezza. Persone diverse “leggono” diversamente il film, o anche la stessa persona, in situazioni mutate, vi può cogliere trame, sensibilità, idee precedentemente non ravvisate.

In questa strana estate 2020, avremo una edizione speciale del nostro Cinephilo. Presto il programma e il calendario.

 


 

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