Innovazione sociale

Con 'innovazione sociale' si intende, generalmente, la capacità di una comunità di fondare la sua esistenza sulla condivisione di valori etici, sulla partecipazione, sulla capacità di cambiare, in particolare per rendere l'ecosistema sociale e ambientale più sostenibile. Innovazione sociale è creazione di nuove idee, prodotti, servizi che soddisfano bisogni sociali creando, contemporamente nuove collaborazioni e relazioni.

L'espressione innovazione sociale assume, infatti, un doppio significato: innovazione intesa come utilizzo di nuove tecnologie (non solo digitali) e  innovazione realizzata da una comunità e non da un unico individuo o un organismo.

L'innovazione sociale quindi è un risultato collettivo che richiede confronto, accordo, condivisione, co-adattamento e dialogo. Si ha infatti, innovazione sociale solo quando persone e organizzazioni svolgono un ruolo attivo e collaborativo nella realizzazione concreta dei processi innovativi, attraverso la creazione di reti sociali per soddisfare i bisogni della collettività  e affrontare le nuove sfide per lo sviluppo.

Alle comunità oggi è richiesto di avere una grande capacità di vivere i cambiamenti derivanti dall’evoluzione scientifica e tecnologica, dal confronto culturale sociale ed economico con le altre comunità con cui bisogna cooperare e competere, dalle incertezze e i rischi presenti nelle situazioni, per garantire un benessere minimo o  una cittadinanza inclusiva.

I criteri dell'innovazione sociale possono svlgere un ruolo di bussola per orientarsi nelle nuove direttrici di sviluppo delle comunità.

Spazi dell'anima è da sempre vocata all'innovazione sociale, desiderando di svolgere, e svolgendo, un ruolo attivo sul territorio, sostenendo la formazione di cittadini partecipi e creativi, in grado di impegnarsi per lo sviluppo della città affinchè questa sia sempre più luogo di investimenti nel capitale umano e sociale, nei processi di partecipazione, nell’istruzione, nella cultura, così da alimentare uno sviluppo economico sostenibile e garantire un’alta qualità di vita per tutti i cittadini. Questo richiede anche una gestione responsabile delle risorse naturali e sociali, attraverso una governance partecipata che va costruita a partire dall'impegno e dall'alfabetizzazione dei cittadini su questi nuovi e cruciali temi.

 

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Fritjof Capra definisce l'Ecoliteracy scrivendo «La grande sfida del nostro tempo è quella di costruire e coltivare comunità sostenibili [...] Il primo passo in questo sforzo è quello di comprendere i principi di organizzazione che gli ecosistemi hanno sviluppato per sostenere la rete della vita. Questa comprensione è ciò che noi chiamiamo alfabetizzazione ecologica (ecoliteracy). Creare una tale competenza ecologica diffusa sarà il compito più importante assegnato alla formazione in questo secolo».

Ecoliteracy quindi significa sviluppare quella comprensione profonda delle interazioni tra sistemi naturali e sistemi umani necessaria per cominciare a cambiare i sistemi umani - in particolare l'economia, la finanza, la produzione e il consumo del cibo, la gestione dei rifiuti, i modi dell'abitare, i trasporti, l'energia - in modo da vivere bene in modo sostenibile e, allo stesso tempo, mantenere e migliorare la salute dei sistemi naturali e la diversità della vita.

Che la nostra società non sia sostenibile è evidente in tanti modi. Questo dipende dal fatto che, nella maggior parte dei casi, si punta all'ottimizzazione di uno o pochi aspetti di un sistema senza riuscire a guardarlo nel suo complesso. Imparare a pensare e sentire il senso della nostra esistenza all'interno di una visione del mondo eco-logica - e non ego-logica - è un impegno grande, ma iniziare questa tras-formazione non è mai stato così importante come nel momento attuale.

Dobbiamo cambiare, a livello sia individuale che collettivo, il nostro rapporto con la natura e il nostro modo di studiare la scienza, l'economia, le imprese e la psicologia, al fine di sviluppare una comprensione sistemica del modo per affrontare le sfide ecologiche e sociali attuali. Si tratta di un cambiamento a livello profondo che coinvolge le persona su tutti i piani,  cognitivo, emozionale e anche spirituale.

Arne Dekke Eide Næss, il più grande filosofo norvegese del ventesimo secolo, generalmente riconosciuto come il fondatore dell’ecologia profonda, distingue fra un’ecologia ‘superficiale’, che si batte per la conservazione della natura, che però rimane risorsa al servizio dell’uomo, e un’ecologia ‘profonda’, che sostiene il valore intrinseco delle realtà naturali.
Naess così si esprime: «I sostenitori dell’ecologia di superficie pensano di poter modificare le relazioni dell’uomo con la Natura all’interno della struttura della società oggi esistente […], la maggior forza trainante del movimento dell’Ecologia Profonda, se paragonato a tutta la restante parte del movimento ecologista, è invece, l’identificazione e la solidarietà con tutta la Vita».

Spazi dell'anima vuole partecipare e contribuire al cammino di ricerca, collettiva e individuale, di una nuova armonia eco-logica tra gli esseri viventi che abitano il pianeta Terra.